Terapia comportamentale - Terapia di coppia - Terapia sessuale
Verhaltenstherapie - Paartherapie - Sexualtherapie
Privatpraxis für Psychotherapie
Griebenowstraße 10/11
10435 Berlin
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Disturbo d’ansia generalizzato
Quando la preoccupazione diventa difficile da fermare
Preoccuparsi fa parte della vita. In alcuni periodi, però, la preoccupazione può diventare così frequente e intensa da occupare gran parte della giornata.
Il disturbo d'ansia generalizzato, spesso indicato con l'acronimo GAD, è caratterizzato da una preoccupazione persistente e difficile da controllare rispetto a diversi aspetti della vita quotidiana.
Non si tratta necessariamente di un'unica paura. Le preoccupazioni possono spostarsi continuamente da un tema all'altro: lavoro, salute, relazioni, situazione economica, famiglia, futuro o possibilità che qualcosa possa andare storto.
La psicoterapia può aiutare a comprendere i meccanismi che alimentano la preoccupazione e a sviluppare un rapporto diverso con l'incertezza e con ciò che non è possibile controllare.
Quando preoccuparsi diventa un problema?
La preoccupazione può essere utile quando ci aiuta a preparare una soluzione concreta.
Diventa più problematica quando continua anche dopo aver fatto tutto ciò che è ragionevolmente possibile fare, oppure quando porta a cercare continuamente nuove risposte e rassicurazioni.
Può assumere forme come:
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“E se succedesse qualcosa?”
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“E se avessi dimenticato qualcosa?”
-
“Come posso essere sicur che andrà tutto bene?”*
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“E se prendessi la decisione sbagliata?”
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“Devo essere preparat a ogni possibile eventualità.”*
In questi casi, la mente può entrare in un ciclo di preoccupazione → ricerca di soluzioni → nuova incertezza → ulteriore preoccupazione.
Il bisogno di controllo
Una delle difficoltà frequenti nell'ansia generalizzata è il tentativo di raggiungere un livello di certezza che nella vita reale non è sempre possibile.
Per sentirsi più sicur*, si può cercare di:
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anticipare continuamente ciò che potrebbe accadere;
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pianificare ogni possibile scenario;
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controllare ripetutamente informazioni o situazioni;
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chiedere rassicurazioni;
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evitare situazioni percepite come rischiose;
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rimuginare a lungo prima di prendere una decisione.
Queste strategie possono dare una sensazione temporanea di controllo, ma spesso mantengono attiva la preoccupazione nel lungo periodo.
Rimuginio: pensare molto senza arrivare a una soluzione
Il rimuginio è una componente importante dell'ansia generalizzata.
La mente continua a elaborare possibilità, scenari e conseguenze, spesso con la sensazione di dover arrivare alla risposta giusta prima di poter smettere.
Il problema è che molte delle domande che alimentano l'ansia non hanno una risposta definitiva.
E se...?
Come posso essere sicur...?*
Cosa succederebbe se...?
Imparare a riconoscere quando il pensiero sta diventando rimuginio può essere un primo passo per interrompere questo meccanismo.
Come può manifestarsi il disturbo d’ansia generalizzato?
L'ansia generalizzata può manifestarsi sia attraverso pensieri e preoccupazioni sia attraverso sintomi fisici.
Possono comparire:
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tensione muscolare;
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irrequietezza;
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difficoltà a rilassarsi;
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stanchezza;
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difficoltà di concentrazione;
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irritabilità;
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disturbi del sonno;
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sensazione di essere costantemente in allerta;
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palpitazioni o altre sensazioni corporee legate all'attivazione ansiosa.
Non tutte le persone sperimentano gli stessi sintomi e la loro intensità può variare nel tempo.
L'ansia e la difficoltà a tollerare l'incertezza
Una parte importante del percorso può riguardare la capacità di convivere con ciò che non possiamo sapere o controllare completamente.
Nella vita quotidiana esistono inevitabilmente situazioni incerte: non possiamo sapere con assoluta sicurezza come andrà un colloquio, cosa penserà una persona, se una decisione sarà quella giusta o cosa accadrà nel futuro.
L'obiettivo della terapia non è imparare a controllare ogni possibile rischio, ma sviluppare una maggiore capacità di tollerare l'incertezza senza sentirsi obbligat a risolverla continuamente*.
Il mio approccio
Nel lavoro con l'ansia generalizzata utilizzo principalmente un approccio cognitivo-comportamentale.
Insieme possiamo osservare:
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quali situazioni attivano la preoccupazione;
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quali pensieri e interpretazioni la alimentano;
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quali strategie vengono utilizzate per cercare sicurezza;
-
come il rimuginio e l'evitamento mantengono l'ansia;
-
quali comportamenti possono essere modificati gradualmente.
Il lavoro terapeutico può includere anche tecniche di gestione dell'attivazione, esercizi comportamentali e strategie per sviluppare una maggiore flessibilità rispetto ai propri pensieri e alle situazioni incerte.
L'obiettivo non è eliminare completamente la preoccupazione, ma imparare a non essere guidat da essa*.
Quando l'ansia inizia a occupare troppo spazio
Può essere difficile accorgersi di quanto tempo ed energia vengano dedicati alla preoccupazione.
A volte l'ansia viene vissuta semplicemente come un tratto della propria personalità: “Sono sempre stat una persona che si preoccupa molto.”*
Tuttavia, quando la preoccupazione limita la possibilità di rilassarsi, dormire, concentrarsi, prendere decisioni o godersi le relazioni, può essere utile fermarsi e chiedersi se sia diventata qualcosa che merita attenzione.
Quando chiedere aiuto?
Può essere utile iniziare un percorso psicoterapeutico quando:
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le preoccupazioni sono presenti per gran parte della giornata;
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è difficile interrompere il rimuginio;
-
l'ansia interferisce con il sonno;
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si ha continuamente bisogno di rassicurazioni;
-
è difficile prendere decisioni senza sentirsi completamente sicur*;
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la tensione e l'attivazione fisica sono persistenti;
-
le preoccupazioni interferiscono con lavoro, studio o relazioni;
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si evita di fare determinate cose per paura di ciò che potrebbe accadere.
Non è necessario aspettare che l'ansia diventi insostenibile per chiedere aiuto.
