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Disturbo d’ansia generalizzato

Quando la preoccupazione diventa difficile da fermare

Preoccuparsi fa parte della vita. In alcuni periodi, però, la preoccupazione può diventare così frequente e intensa da occupare gran parte della giornata.

Il disturbo d'ansia generalizzato, spesso indicato con l'acronimo GAD, è caratterizzato da una preoccupazione persistente e difficile da controllare rispetto a diversi aspetti della vita quotidiana.

Non si tratta necessariamente di un'unica paura. Le preoccupazioni possono spostarsi continuamente da un tema all'altro: lavoro, salute, relazioni, situazione economica, famiglia, futuro o possibilità che qualcosa possa andare storto.

La psicoterapia può aiutare a comprendere i meccanismi che alimentano la preoccupazione e a sviluppare un rapporto diverso con l'incertezza e con ciò che non è possibile controllare.

Quando preoccuparsi diventa un problema?

La preoccupazione può essere utile quando ci aiuta a preparare una soluzione concreta.

Diventa più problematica quando continua anche dopo aver fatto tutto ciò che è ragionevolmente possibile fare, oppure quando porta a cercare continuamente nuove risposte e rassicurazioni.

Può assumere forme come:

  • “E se succedesse qualcosa?”

  • “E se avessi dimenticato qualcosa?”

  • “Come posso essere sicur che andrà tutto bene?”*

  • “E se prendessi la decisione sbagliata?”

  • “Devo essere preparat a ogni possibile eventualità.”*

In questi casi, la mente può entrare in un ciclo di preoccupazione → ricerca di soluzioni → nuova incertezza → ulteriore preoccupazione.

Il bisogno di controllo

Una delle difficoltà frequenti nell'ansia generalizzata è il tentativo di raggiungere un livello di certezza che nella vita reale non è sempre possibile.

Per sentirsi più sicur*, si può cercare di:

  • anticipare continuamente ciò che potrebbe accadere;

  • pianificare ogni possibile scenario;

  • controllare ripetutamente informazioni o situazioni;

  • chiedere rassicurazioni;

  • evitare situazioni percepite come rischiose;

  • rimuginare a lungo prima di prendere una decisione.

Queste strategie possono dare una sensazione temporanea di controllo, ma spesso mantengono attiva la preoccupazione nel lungo periodo.

Rimuginio: pensare molto senza arrivare a una soluzione

Il rimuginio è una componente importante dell'ansia generalizzata.

La mente continua a elaborare possibilità, scenari e conseguenze, spesso con la sensazione di dover arrivare alla risposta giusta prima di poter smettere.

Il problema è che molte delle domande che alimentano l'ansia non hanno una risposta definitiva.

E se...?
Come posso essere sicur...?*
Cosa succederebbe se...?

Imparare a riconoscere quando il pensiero sta diventando rimuginio può essere un primo passo per interrompere questo meccanismo.

Come può manifestarsi il disturbo d’ansia generalizzato?

L'ansia generalizzata può manifestarsi sia attraverso pensieri e preoccupazioni sia attraverso sintomi fisici.

Possono comparire:

  • tensione muscolare;

  • irrequietezza;

  • difficoltà a rilassarsi;

  • stanchezza;

  • difficoltà di concentrazione;

  • irritabilità;

  • disturbi del sonno;

  • sensazione di essere costantemente in allerta;

  • palpitazioni o altre sensazioni corporee legate all'attivazione ansiosa.

Non tutte le persone sperimentano gli stessi sintomi e la loro intensità può variare nel tempo.

L'ansia e la difficoltà a tollerare l'incertezza

Una parte importante del percorso può riguardare la capacità di convivere con ciò che non possiamo sapere o controllare completamente.

Nella vita quotidiana esistono inevitabilmente situazioni incerte: non possiamo sapere con assoluta sicurezza come andrà un colloquio, cosa penserà una persona, se una decisione sarà quella giusta o cosa accadrà nel futuro.

L'obiettivo della terapia non è imparare a controllare ogni possibile rischio, ma sviluppare una maggiore capacità di tollerare l'incertezza senza sentirsi obbligat a risolverla continuamente*.

Il mio approccio

Nel lavoro con l'ansia generalizzata utilizzo principalmente un approccio cognitivo-comportamentale.

Insieme possiamo osservare:

  • quali situazioni attivano la preoccupazione;

  • quali pensieri e interpretazioni la alimentano;

  • quali strategie vengono utilizzate per cercare sicurezza;

  • come il rimuginio e l'evitamento mantengono l'ansia;

  • quali comportamenti possono essere modificati gradualmente.

Il lavoro terapeutico può includere anche tecniche di gestione dell'attivazione, esercizi comportamentali e strategie per sviluppare una maggiore flessibilità rispetto ai propri pensieri e alle situazioni incerte.

L'obiettivo non è eliminare completamente la preoccupazione, ma imparare a non essere guidat da essa*.

Quando l'ansia inizia a occupare troppo spazio

Può essere difficile accorgersi di quanto tempo ed energia vengano dedicati alla preoccupazione.

A volte l'ansia viene vissuta semplicemente come un tratto della propria personalità: “Sono sempre stat una persona che si preoccupa molto.”*

Tuttavia, quando la preoccupazione limita la possibilità di rilassarsi, dormire, concentrarsi, prendere decisioni o godersi le relazioni, può essere utile fermarsi e chiedersi se sia diventata qualcosa che merita attenzione.

Quando chiedere aiuto?

Può essere utile iniziare un percorso psicoterapeutico quando:

  • le preoccupazioni sono presenti per gran parte della giornata;

  • è difficile interrompere il rimuginio;

  • l'ansia interferisce con il sonno;

  • si ha continuamente bisogno di rassicurazioni;

  • è difficile prendere decisioni senza sentirsi completamente sicur*;

  • la tensione e l'attivazione fisica sono persistenti;

  • le preoccupazioni interferiscono con lavoro, studio o relazioni;

  • si evita di fare determinate cose per paura di ciò che potrebbe accadere.

Non è necessario aspettare che l'ansia diventi insostenibile per chiedere aiuto.

psicologia e psicoterapia berlino in italiano
"La logica vi porterà
da A a B.
L’immaginazione vi
porterà dappertutto"
​
Albert Einstein

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